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Post Taggati ‘killer’

Killer klowns from outer space di Stephen Chiodo

23 Aprile 2008 Commenti chiusi

Debbie e Mike amoreggiano in automobile quando vedono una stella cadente finire dietro una collina poco distante e decidono di raggiungere il posto. Lì vicino vive un vecchio contadino con il suo cane. Anch’egli ha visto la stella cadente ed è felice che sia caduta sulla sua proprietà perché pensa che verrà la tv, quindi persone, quindi soldi, una vera fortuna pensa il vecchio. Quando giunge sul posto trova quella che sembra una tenda da circo. [continua...]

Grindhouse. A prova di morte di Quentin Tarantino

29 Giugno 2007 Commenti chiusi

Non c’era bisogno di Tarantino per sapere che le donne tra di loro parlano di cazzo, così come gli uomini parlano di fica. Non è mica scandaloso, né era obbligatorio farle parlare esclusivamente con cattiveria, eppure quella volpe di Tarantino l’ha fatto. [continua...]

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Zodiac di David Fincher

26 Giugno 2007 Commenti chiusi

Negli Stati Uniti degli anni ’50 la guerra fredda andò a braccetto con la psicosi da ufo perché essenzialmente entrambe esprimevano la stessa paura per il diverso, cioè per lo straniero. Questo non fece altro che scansare sempre più i problemi reali che meno di vent’anni dopo emersero esplodendo senza fare troppi complimenti. A partire dalla fine degli anni ’60 escono fuori le prime teste matte partorite dalla società del benessere USA diventando un problema nazionale non solo grazie a Zodiac. Sono gli anni di Charles Manson e Ed Gein, è il paese che partorità Ted Bundy e David Berkowitz, che era già stato teatro degli omicidi di Albert Fish. Zodiac terrorizza l’America per una decina d’anni dopo di che sparisce nel nulla. Uccide a caso e senza una ragione se non la pazzia. Senza un movente rende le ricerche della polizia difficili e le inchieste dei giornalisti brancolanti nel buio. Un’altra cosa che contribuisce alla difficoltà delle indagini è anche il fatto che il serial killer inizia ad attribuirsi omicidi non suoi, come se non bastasse iniziano ad emergere casi di mitomani che si spacciano per lui, oltre ad un mucchio di persone che si dicono sicure di conoscere l’identità dell’assassino. La polizia non avendo una pista migliore non può che assecondare la nuova psicosi e indagare sulle persone che man mano gli vengono segnalate. Una di queste segnalazioni riguarda un certo Arthur Leight Allen (John Carroll Lynch. Fargo Gothika). Su di lui si riescono a trovare persino delle prove che però risulteranno insufficienti. Zodiac nel frattempo continua ad inviare le sue lettere, in parte scritte in parte crittografate, al giornale "Chronicle of San Francisco". Lì lavorano Paul Avery (Robert Downey Jr. già visto quest’anno in Guida per riconoscere i tuoi santi e l’anno passato in A scanner dakly), giornalista di cronaca nera e di giudiziaria che verrà minacciato di morte dallo psicopatico e Robert Graysmith (Jake Gyllenhaal Donny Darko) il vignettista con due figli piccoli uno dei quali si chiama guarda caso David (Jack Samson) come il regista della pellicola David Fincher che all’epoca dei fatti narrati era un bambino: egli ricorda infatti la pattuglia della polizia che scortava il suo pulmino della scuola dopo una minaccia di Zodiac, per la cronaca, mai realizzata. Le lettere vengono girate sempre alla polizia, ma come abbiamo detto non porteranno alla scoperta dell’identità dell’assassino, né ad anticipare la sua prossima mossa. Zodiac riuscirà sempre a sorprendere con omicidi imprevisti o con silenzi-inattività lunghi diversi anni. I poliziotti Bill Armstrong (Anthony Edwards. E.R.) e David Toschi (Mark Ruffalo. Se mi lasci ti cancello) così come Paul e Robert del "Chronicle" ci mettono l’anima per fermarlo o almeno per capire chi è. Il fumettista in particolare rimane ossessionato dal personaggio e continuerà a coinvolgere gli altri 3 che nel frattempo mollano. Senza indizi decenti ogni ipotesi, anche la più strampalata, non va scartata. Come quella dell’acqua secondo la quale lo psicopatico uccide nei pressi di uno specchio d’acqua, o come quella che vede il serial killer uccidere ad ogni cambio di stagione. Ci sono anche le supposizioni che vedrebbero Zodiac ambidestro, teoria che non convince l’esperto calligrafo Sherwood (Philip Baker Hall. Magnolia). Insomma cavare un ragno dal buco è difficilissimo. Zodiac riesce bene a raccontare la grande confusione che il serial killer suscitò, anche grazie ad un’ironia mai fuori luogo. Gli omicidi vengono mostrati senza eccedere, senza invadere lo splatter gratuitamente, anzi di sangue se ne vede veramente poco. Quello che interessa al regista David Fincher è un ritratto, spesso impietoso, dell’America di quegli anni e ci sembra che il risultato sia ben raggiunto. Il caso Zodiac rimane tutt’ora irrisolto. Un personaggio che si è beffato di tutto e di tutti, che ha ucciso e che l’ha fatta franca aiutato da furbizia, fortuna, e dalla complicità di esaltati che lo prendevano come modello aiutandolo ancora di più a confondere le indagini.

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Profumo storia di un assassino di Tom Tykwer

17 Novembre 2006 Commenti chiusi

«Profumo. Storia di un assassino» è la storia di Jean-Baptiste Grenouille (Ben Whishaw, Io no sono qui), vissuto nella Francia del 1700 e dotato di un olfatto incredibile. Con un’infanzia alle spalle passata senza conoscere amore ma solo una condizione di schiavitù, Grenouille conosce a Parigi un profumiere italiano sul viale del tramonto che gli insegnerà molte cose, ma non quello che serve a lui: catturare l’odore umano perché è nell’odore dell’uomo che è racchiusa la sua anima. Si reca a Grasse dove apprende una tecnica di cattura degli odori più soddisfacente che lo trasforma in un serial killer di giovani ragazze. Quello che ottiene è un profumo in grado di sprigionare l’amore che non ha mai provato; la tredicesima leggendaria nota che mancava per ottenere una essenza estasiante. Lo testerà sulla folla inferocita che lo vuole morto e il risultato sarà davvero inaspettato. Tom Tykwer è riuscito dove Kubrick non aveva tentato giudicando il libro di Patrick Süskind infilmabile. Onore a Tykwer che fa volare le due ore e mezzo di spettacolo con questa situazione decisamente sopra le righe tra un’ossessione e il destino ad essa legata. Un assassino che uccide per carenza di affetto è abbastanza tipico, ma un assassino che trasforma le sue vittime in un arma potentissima e allo stesso tempo innocua è decisamente forte. Molte le situazioni divertenti. Spassosa l’interpretazione di Dustin Hoffman del profumiere italiano Baldini.

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