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Archivio Luglio 2007

Cesare Previti si dimette da deputato di Forza Italia

31 Luglio 2007 1 commento

La notizia è già stata diffusa da quotidiani e telegiornali: Cesare Previti si è dimesso da deputato. 

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È morto Michelangelo Antonioni

31 Luglio 2007 Commenti chiusi

Le brutte notizie, si sa, spesso viaggiano in coppia se non in gruppo. Nello stesso giorno in cui Ingmar Bergman se n’è andato, ci ha lasciato anche un altro grande regista questa volta italiano.

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Stranalandia presenta: le favole del futuro della «Libreria Hassan»

31 Luglio 2007 Commenti chiusi

È morto Ingmar Bergman

30 Luglio 2007 Commenti chiusi

Se ne è andato serenamente, nella sua casa sull’isola di Faaro, all’età di 89 anni.

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Categorie:Cinema Tag: , ,

Gigione e Jo Donatello due artisti davvero poliedrici

20 Luglio 2007 Commenti chiusi

Spero che tutti voi conosciate il grandissimo cantante Gigione e suo figlio Jo Donatello.

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Ultime da Stranalandia

14 Luglio 2007 1 commento

Certo che ci vuole un bel coraggio per fare certe cose. Ma il nostro, ricordiamolo, è il paese dei paradossi. Ieri, tanto per non parlare di cose vecchie, mentre l’ex pm Gerardo D’Ambrosio parla al senato sulla legge sull’ordinamento giudiziario, la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco di Forza Italia gli urla contro «Assassino! Oggi è il tuo giorno». Solo perché D’Ambrosio ha osato dire a tutti i presenti di «non dimenticare ciò che ha fatto la magistratura indipendente per salvare la nostra giovane democrazia».

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Ultime considerazioni

12 Luglio 2007 Commenti chiusi

 

A parte il fatto che più leggo i giornali e più mi rendo conto che in Italia da un anno a questa parte c’è un Governo Berlusconi Bis; a parte il fatto che quei disastri di Tiscali hanno cambiato l’url dei post del mio (e degli altri) blog mandando al diavolo l’indicizzazione su Google; se poi si esclude anche il fatto che fra tutti il peggio è Clemente Mastella devo dire che va tutto a meraviglia. Escludendo anche il fatto che, sempre in Italia, è sempre più in voga il parlare a vanvera di proposito per nascondere fatti gravi. Oggi come ieri questo regime politico, con la complicità di stampa e televisione (in una parola l’informazione), nasconde fatti con una sfacciataggine come solo in un paese di creativi come il nostro si poteva concepire. Questo non avviene solo in campo politico ma in tutti i campi dove risiede il potere, cioè i soldi. Un politico condannato è una vittima, un politico il cui processo per mafia cade in prescrizione si trasforma in un assolto, anche il re degli imbrogli calcistici si è trasformato in una vittima. Sono loro le vittime, o almeno questo è quello che vogliono inculcarci. Non potrò mai dimenticare i tre giorni di galera che si fece Previti un annetto fa: tutti (a destra come a sinistra) ad elogiare la signorilità di Previti per il fatto che non si era dato alla latitanza. In un paese dove non si discute delle colpe ma solo dei meriti c’è molto materiale per farsi un bel po’ di risate.

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Pedinamenti (2)

12 Luglio 2007 Commenti chiusi

 

-Dov’è il nostro uomo?- chiese il ragazzo senza pensarci troppo.

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Una ennesima bufala? Noi crediamo di sì.

4 Luglio 2007 1 commento

In Italia, si sa, l’informazione (soprattutto televisiva) raramente informa. Si preferisce parlare di altro piuttosto che di cose serie e quando si parla di cose serie spesso queste si rivelano delle bufale. Tutto si fa comunque tranne che informare. Si inventano sempre nuovi scandali, si alimentano sempre nuove psicosi, si fa di tutto pur di non parlare di certe cose. La cosa pazzesca è che spesso tutti questi scandali, queste notizie sensazionali, non sono mai accompagnati da prove, servono solo a sviare l’attenzione dai problemi, dagli scandali, o dalle notizie sensazionali vere. Faccio un esempio. Il caso Telekom-Serbia è stato architettato dal governo di destra per non far parlare i giornalisti (e quindi per non far sapere a noi cittadini) delle condanne in primo grado per corruzione a Previti, Acampora, Pacifico e ai giudici Squillante e Metta per processi Imi-Sir e Mondadori (aprile 2003). Pur di non parlare di questo, e per prepararsi il terreno, nasce già nel 2001 una commissione parlamentare creata dalla Casa delle Libertà (che all’epoca dei fatti, ricordiamolo, governava l’Italia e già questo dovrebbe far insospettire un po’) e presieduta dal senatore di AN Vincenzo Trantino con il compito di indagare sulla regolarità d’acquisto nel 1997 di una parte della compagnia telefonica serba da parte della Stet-Telecom Italia. Scopo della commissione è dimostrare che l’Ulivo ha preso tangenti da Milosevic. Come fare? Ma con testimonianze false! Per il primo super testimone Vincenzo Vittorio Zagami sono scattati gli arresti nel 2002. Da Igor Marini, che lo ha sostituito nello stesso ruolo subito dopo, la commissione di Trantino tira fuori nel corso degli "interrogatori" i nomi di Prodi, Fassino e Dini (mortadella, cicogna e rospo i loro nomi in codice, ci rendiamo conto sì?) più molti altri. Indovinate un po’ in che periodo Marini sputava fuori il rospo? Maggio-agosto 2003, naturalmente. Le indagini vere della magistratura di Torino scopriranno che Marini è un mitomane, che non ha dirottato i soldi delle tangenti semplicemente perché le tangenti non sono mai esistite. Un altro testimone che aveva visto tutto è stato Antonio Volpe, le prove portate da lui? Come gli altri nemmeno mezza. I super testimoni hanno ricevuto mandati di cattura per calunnia, ma questo non tutti lo sanno, perché è stato proprio in quel momento che il caso Telekom-Serbia è sparito dai titoli dei telegiornali. Questa premessa, che doveva essere più breve (scusate), per portare alla vostra attenzione un fatto che ho letto oggi sul quotidiano locale «Il Centro». Un’altra piccolissima premessa: nella mia città (L’Aquila) si è da poco insediato il nuovo sindaco, il diessino (ah già non esistono più i DS…) Massimo Cialente. Forse per emulare il suo capo supremo Silvio Berlusconi (che vede brogli tutte le volte che perde) un candidato di Forza Italia al comune, tale Fabrizio Ettorre (se è diventato consigliere sinceramente non lo so), ha avuto da ridire su come alcuni seggi hanno svolto il proprio lavoro di scrutinatori. Anche qui temo che non ci siano prove ma solo chiacchiere. Ettorre stesso ha segnalato la cosa grazie all’associazione di cui è presidente, il che non fa che rafforzare la tesi che si tratta di una messa in scena. Se Ettorre ha ragione ben venga la sua denuncia, ma lasci che ad occuparsi delle indagini siano dei veri esperti e non una associazione con a capo lui stesso. Solo così c’è trasparenza. Per adesso la cosa puzza.

Mariti di John Cassavetes

4 Luglio 2007 1 commento

Tre amici di New York dopo aver assistito al funerale di un loro amico decidono di prendersi qualche giorno di vacanza lontani da moglie, figli, lavoro. L’occasione servirà loro per capire molte cose. John Cassavetes girò come regista e attore «Mariti» nel 1970. Insieme a lui recitano Peter Falk e Ben Gazzara. Insieme nel film fanno le scintille. L’affiatamento che li unisce li porterà a tutta una serie di azioni: molte scemenze da ragazzini, qualche momento di dissapore. Si ride. Soprattutto si ride. I tre, Gus (John Cassavetes) il dentista, Harry (Ben Gazzara) il pubblicitario e Archie (Peter Falk) il giornalista se ne vanno in giro rincorrendosi, giocando a basket, nuotando in piscina, bevendo la sera. Dai loro discorsi capiamo alcune cose su di loro, sul loro modo di intendere la vita. Tutti sposati con figli e con una carriera lavorativa buona eppure diversi tra loro sotto molti altri aspetti. Dopo due giorni di baldoria Harry decide di tornare a casa. Nasce una lite con la moglie che finirebbe in tragedia se non intervenissero i due amici che erano fuori ad aspettarlo. Come a voler esorcizzare quanto è appena successo i tre decidono di punto in bianco di partire per Londra per giocare a poker e andare a donne. Proprio a Londra i tre matureranno le loro idee. Torneranno in due, perché uno di loro decide di rimanere lì. Si diceva che in questo film si ride, ma sono risate agro dolci perché quello che esce fuori è un ritratto di un paese, gli Stati Uniti, dove il degrado è un ingrediente fondamentale. La vita indipendente che i tre sognano è pura illusione, pura utopia, pura pippa mentale, è il segnale cioè che c’è qualcosa che non va. Forse proprio questo capiscono i due che, alla fine del film, come se niente fosse tornano dalle loro famiglie: il lato vero dell’America pieno di divieti e vuoto di ideali. Ottimi gli attori, regia sperimentale e fotografia quasi sempre a spalla per aumentare ancora di più il senso di smarrimento.

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