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Archivio Giugno 2007

Grindhouse. A prova di morte di Quentin Tarantino

29 Giugno 2007 Commenti chiusi

Non c’era bisogno di Tarantino per sapere che le donne tra di loro parlano di cazzo, così come gli uomini parlano di fica. Non è mica scandaloso, né era obbligatorio farle parlare esclusivamente con cattiveria, eppure quella volpe di Tarantino l’ha fatto. [continua...]

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Zodiac di David Fincher

26 Giugno 2007 Commenti chiusi

Negli Stati Uniti degli anni ’50 la guerra fredda andò a braccetto con la psicosi da ufo perché essenzialmente entrambe esprimevano la stessa paura per il diverso, cioè per lo straniero. Questo non fece altro che scansare sempre più i problemi reali che meno di vent’anni dopo emersero esplodendo senza fare troppi complimenti. A partire dalla fine degli anni ’60 escono fuori le prime teste matte partorite dalla società del benessere USA diventando un problema nazionale non solo grazie a Zodiac. Sono gli anni di Charles Manson e Ed Gein, è il paese che partorità Ted Bundy e David Berkowitz, che era già stato teatro degli omicidi di Albert Fish. Zodiac terrorizza l’America per una decina d’anni dopo di che sparisce nel nulla. Uccide a caso e senza una ragione se non la pazzia. Senza un movente rende le ricerche della polizia difficili e le inchieste dei giornalisti brancolanti nel buio. Un’altra cosa che contribuisce alla difficoltà delle indagini è anche il fatto che il serial killer inizia ad attribuirsi omicidi non suoi, come se non bastasse iniziano ad emergere casi di mitomani che si spacciano per lui, oltre ad un mucchio di persone che si dicono sicure di conoscere l’identità dell’assassino. La polizia non avendo una pista migliore non può che assecondare la nuova psicosi e indagare sulle persone che man mano gli vengono segnalate. Una di queste segnalazioni riguarda un certo Arthur Leight Allen (John Carroll Lynch. Fargo Gothika). Su di lui si riescono a trovare persino delle prove che però risulteranno insufficienti. Zodiac nel frattempo continua ad inviare le sue lettere, in parte scritte in parte crittografate, al giornale "Chronicle of San Francisco". Lì lavorano Paul Avery (Robert Downey Jr. già visto quest’anno in Guida per riconoscere i tuoi santi e l’anno passato in A scanner dakly), giornalista di cronaca nera e di giudiziaria che verrà minacciato di morte dallo psicopatico e Robert Graysmith (Jake Gyllenhaal Donny Darko) il vignettista con due figli piccoli uno dei quali si chiama guarda caso David (Jack Samson) come il regista della pellicola David Fincher che all’epoca dei fatti narrati era un bambino: egli ricorda infatti la pattuglia della polizia che scortava il suo pulmino della scuola dopo una minaccia di Zodiac, per la cronaca, mai realizzata. Le lettere vengono girate sempre alla polizia, ma come abbiamo detto non porteranno alla scoperta dell’identità dell’assassino, né ad anticipare la sua prossima mossa. Zodiac riuscirà sempre a sorprendere con omicidi imprevisti o con silenzi-inattività lunghi diversi anni. I poliziotti Bill Armstrong (Anthony Edwards. E.R.) e David Toschi (Mark Ruffalo. Se mi lasci ti cancello) così come Paul e Robert del "Chronicle" ci mettono l’anima per fermarlo o almeno per capire chi è. Il fumettista in particolare rimane ossessionato dal personaggio e continuerà a coinvolgere gli altri 3 che nel frattempo mollano. Senza indizi decenti ogni ipotesi, anche la più strampalata, non va scartata. Come quella dell’acqua secondo la quale lo psicopatico uccide nei pressi di uno specchio d’acqua, o come quella che vede il serial killer uccidere ad ogni cambio di stagione. Ci sono anche le supposizioni che vedrebbero Zodiac ambidestro, teoria che non convince l’esperto calligrafo Sherwood (Philip Baker Hall. Magnolia). Insomma cavare un ragno dal buco è difficilissimo. Zodiac riesce bene a raccontare la grande confusione che il serial killer suscitò, anche grazie ad un’ironia mai fuori luogo. Gli omicidi vengono mostrati senza eccedere, senza invadere lo splatter gratuitamente, anzi di sangue se ne vede veramente poco. Quello che interessa al regista David Fincher è un ritratto, spesso impietoso, dell’America di quegli anni e ci sembra che il risultato sia ben raggiunto. Il caso Zodiac rimane tutt’ora irrisolto. Un personaggio che si è beffato di tutto e di tutti, che ha ucciso e che l’ha fatta franca aiutato da furbizia, fortuna, e dalla complicità di esaltati che lo prendevano come modello aiutandolo ancora di più a confondere le indagini.

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Quello che è accaduto il 20

21 Giugno 2007 Commenti chiusi


Proprio per smentire (o avvalorare a seconda dei punti di vista) la tesi di Viola (Viola è coinvolto?), i tre che sono andati da Napolitano non hanno chiesto le elezioni anticipate. Sono riusciti però a fare di peggio, sono andati lì per informare il Presidente sulla situazione politica italiana. Come se Giorgio Napolitano fosse il Presidente di un’altra repubblica, di un paese qualsiasi fuorché quello italiano. Non si è trattato di una gaffe ma di puro teatro, di un atto voluto. La gaffe l’ha fatta Bossi quando ha detto che al Quirinale hanno parlato di elezioni anticipate. La prossima volta avvertitelo! I tre che poi in realtà sono stati quattro. Con loro c’era infatti anche l’uddicino Gianfranco Rotondi. Chi è costui? Se l’è chiesto sicuramente Bossi per via della confusione con l’altro Gianfranco (Fini). Umbe’ era un altro Gianfranco quello, capito? Se lo chiede magari anche qualcun altro. E si chiede anche un’altra cosa magari più importante. Si chiede: possibile che certe cose accadano solo da noi?

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Miracoli in una chiesa di L’Aquila

18 Giugno 2007 2 commenti

La serie di miracoli nella chiesa di San Felice a L?Aquila continua a far discutere.
Tutto è iniziato giovedì scorso durante la messa delle 07.00. Mentre le solite vecchiette pregavano, un furfante travestito da fedele si è avvicinato a certi candelabri arrugginiti con l?intenzione di rubarli. Non poteva sapere il delinquente che la statua di San Giuseppe vicina ai candelabri si era accorta di tutto. Non appena il farabutto ne prende possesso, la statua inizia a rincorrerlo per tutta la chiesa fino fuori per strada dove riesce a bloccarlo grazie a uno splendido placcaggio detto ?francesina?.
Di stucco tutti i presenti alcuni dei quali dicono di aver visto il momento esatto in cui la statua con un balzo, definito da tutti angelico, scendeva dalla sua base.
Dopo aver catturato il criminale, la scultura come se niente fosse è tornata sul suo piedistallo accompagnata dagli applausi dei passanti e dalla venerazione dei fedeli ( il bilancio è di sei ginocchia fratturate).
Dopo questo miracolo la statua non è più scesa dalla sua postazione.
Eppure qualche altro fatto straordinario c?è stato: il miracolo dello sputo.
Un ragazzino accende una candela (i lumini sono stati messi al posto dei candelabri) e va via senza lasciare i soldi dell?offerta. La statua del Santo senza scendere gli sputa in faccia. Il ragazzino corre dalla nonna che gli dà due sganassoni.
Intanto il parroco della chiesa, padre Adidas, ha informato il vescovo della città sui fatti. Lo sputo, che si trova ancora sulla faccia del bambino, sarà analizzato.
Riferimenti: Leggi la notizia vera

Che cosa accadrà il 20?

17 Giugno 2007 Commenti chiusi


-Allora Gianfranco ti sei rilassato? Hai visto piuttosto che l’Umberto ancora non esce?-
-Che andiamo a dire allora noi lì?-
-Andiamo a dire che vogliamo le elezioni anticipate. Così, per vedere che succede-
-Ma noi non si era detto che le elezioni anticipate non le volevamo?-
-Noi? Noi chi? Noi siamo la casa DELLE libertà. Ognuno dice quello che vuole, contraddice l’altro, crea scompiglio, è tutto bellissimo! No?-
-Quindi andiamo lì a far ridere-
-Esatto Gianfranco andiamo lì a fare un po’ di spettacolo. Dai che siamo una bella compagnia di simpaticoni?-
-Come al solito ci attaccheranno-
-E come al solito risponderemo alle provocazioni con altre provocazioni. Mi raccomando: come al solito, creatività-
-Elezioni anticipate…-
-Dai falla finita. Toh ecco l’Umberto che esce dalla stanza. Ueh Umbe’ come è andata con le due tipe?-
-Si stanno rivestendo. Due assatanate-
-Quindi elezioni anticipate?-
-Ancora! Umbe’ questo ancora chiede che cosa andiamo a dire lì-
-Andiamo a rompere i maroni!-
-Questo è lo spirito. Dai Gianfranco su con lo spirito andra tutto bene come sempre, dai, piuttosto passami il telefono che adesso ci divertiamo. Telefoniamo alla compagna di Pierferdinando, la chiamiamo sul suo numero privato-
-Come ce l’hai te il suo numero privato?-
-Perché io sono il leader, e perché sennò? Adesso la chiamiamo e tu Umberto le dirai un po’ di porcherie che la voce da maniaco sessuale ce l’hai precisa. Ci ammazzamo dalle risate-
-Ci sto, fai questo numero-
-Poi chiamiamo anche la tua ex moglie Gianfranco, tanto ora mai è ex-
-Hai anche il numero di mia moglie?-
-Ex-
Gianfranco si intristisce
-Dai Gianfranco scusa, forse ho esagerato, ma sai com’è, è che alla sera dopo aver stretto tante mani, dopo aver controbbattuto agli attacchi della sinistra comunista, dopo tutti gli incontri istituzionali, le sedute di lavoro ecc. ecc. dimentico le buone maniere-

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Cosa accadrà il 20 giugno?

15 Giugno 2007 2 commenti


-Ma come elezioni anticipate?-
-Come dici scusa?-
-Si era detto che le elezioni anticipate non è il caso ancora di chiederle?-
-Ah, si era detto così?-
-E certo. Che non ti ricordi?-
-Gianfranco, ricordo benissimo tutto quello che mi viene detto. Ho una memoria di ferro-
-Allora ti ricordo che chi voleva le elezioni anticipate era Umberto non io, cioè volevo dire loro non noi-
-Ecco vedi è che vedo così tante persone ogni giorno che alla sera, quando ripenso a quello che ho fatto, faccio un po? di confusione- (Sorriso)
-Le elezioni non le possiamo chiedere Sire-
-Chiamai Silvio. Dai lo sai che potrebbero esserci delle cimici-
-Silvio, lapsus lapsus. Quindi dobbiamo pensare a qualcos?altro-
-Va beh vorrà dire che domani farò la smentita. Di un po? Gianfranco quante smentite ho fatto da quando stiamo insieme?-
-In che senso?-
-Cosa in che senso?-
-In che senso stiamo insieme?-
-Dai Gianfranco lo sai che a me piacciono le donne-
-Anche a me. Io sono omofonico, ti facevo la domanda proprio per questo. Avevo già il pugno chiuso non so se mi spiego?-
-Tu col pugno chiuso? Questa si che è bella? Non dirmi che sei mancino? Non lo ricordo sai. Comunque devi essere più moderato te lo dico sempre o mi sbaglio?-
-Dillo a Umberto e ai suoi di essere più moderati-
-Umberto e i suoi mi fanno morire dal ridere, sono più divertenti di me e sai perché? Perché fanno girare un sacco di palle-
-E io dovrei moderarmi?-
-Ti sento proprio polemico oggi, Gianfranco. Ma cosa ti ha fatto, anzi cosa non ti ha fatto la tua signora questa notte?-
-Ecco Umberto! Oh! L?Umbè Oggi Gianfranco ha le sue cose. Digli tu qualcosa-
-E che vuoi che gli dica? Mi sa che c?è rimasto di merda perché hai detto che andiamo dal napoletano a chiedere le elezioni anticipate! Come avevo detto io-
-Napolitano-
-Eh?-
-Allora telefono subito all?addetto stampa per la smentita. Devo fare subito perché altrimenti certi giornali di sinistra dicono che abbiamo mandato il comunicato troppo tardi-
-Allora che andiamo a dire il 20?-
-Oh ma che è c?hai l?ansia? C?hai fretta qualcosa inventeremo. Pago i migliori sceneggiatori del mondo se sarà necessario. Per adesso rilassiamoci con Melissa, Samantha e per l?Umbertino che è ancora convalescente Petra e Vanessa. Ambrogio fai entrare le stagiste- (Sorriso)

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INLAND EMPIRE di David Lynch

14 Giugno 2007 1 commento


Ogni film di David Lynch ha diviso, divide e dividerà sempre il pubblico in due. Da un lato ci sono gli impreparati, quelli cioè che vanno al cinema a vedere quello che capita perché non hanno di meglio da fare. Non sanno niente del regista o del film ma entrano nella sala ugualmente. Dall’altro ci sono gli appassionati, i fans del regista. Loro sanno già a cosa andranno in contro, sanno benissimo che usciranno dalla sala per ultimi. Sono perfettamente coscienti che le domande senza risposta alla fine della proiezione saranno tantissime, sanno che è nelle intenzioni dell’autore. È logico che non tutti gli spettatori a scatola chiusa se ne andranno prima della fine ma per i più sarà proprio così. Entrambi però ricorderanno il nome di David Lynch, o per evitarlo d’ora in avanti o per approfondire la scoperta. Anche in «INLAND EMPIRE» Lynch non si smentisce, non scende a compromessi, ti martella il cervello per quasi tre ore con allusioni, rimandi, pensieri, ricordi, fantasie, non sense, disturbi vari e molto altro ancora che neanche cento visioni aiuterebbero a spiegare. Ancora una volta (era già accaduto con «Mulholland drive») è il mondo del cinema ad essere preso in esame insieme ad un’altra miriade di cose, ancora una volta c’è una persona con una non meglio identificata crisi d’identità. Fedele al suo stile surrealista ogni lettura del film (e delle singole scene) è buona e sbagliata allo stesso tempo. Proprio come nel surrealismo dovrebbe essere l’autore stesso ad intervenire nel “dibattito” per decifrare e chiarire i punti polisemantici. Il problema è che David Lynch non ama molto parlare dei suoi lavori. Forse perché, proprio come noi, non saprebbe da dove iniziare per spiegare quello a cui abbiamo assistito. Sono troppe le correnti artistiche che lo hanno influenzato e che influenza con i suoi film. Troppi sono i generi e sottogeneri cinematografici che affiorano qua e là. L’amalgama finale è come al solito ammirevole. Ogni dettaglio è curatissimo, la fotografia come al solito a dir poco perfetta (Lynch compare nei titoli di coda tra gli operatori di ripresa), le musiche del fido Badalamenti come sempre cupe al punto giusto, senza esagerare, attori bravissimi Laura Dern (già con Lynch in «Velluto blu» e «Cuore selvaggio») più di tutti. Lo stile di Lynch per tutti questi motivi e per molti altri ancora, che vi invito a segnalare, è qualcosa di non fotocopiabile. Tarantino che è bravissimo a rifare i film di gangster come quelli di kung fu farebbe un buco nell’acqua se provasse a fare un film alla Lynch. E conoscendo la furbizia dell’ex enfant terrible siamo sicuri che non gli passerà mai neanche per l’anticamera del cervello. È inutile quindi dire che il film va assolutamente visto.

Le ferie di Licu di Vittorio Moroni

13 Giugno 2007 1 commento


Questo film affronta il tema dell’integrazione di culture diverse in un modo che non è scontato. Non si tratta infatti di una storia dove l’immigrato è escluso dalla società razzista, qui il protagonista è integrato, eccome: da poco ha ottenuto il permesso di soggiorno, lavora come magazziniere in un laboratorio tessile la mattina e in un alimentari la sera come cassiere, si sforza di parlare l’Italiano, tifa per la Roma, veste alla moda, ha amici italiani e del Bangladesh, il suo paese d’origine. Eppure quando il richiamo della sua cultura si fa sentire Licu non esita un attimo, fa le valigie, ottiene un mese di ferie (da qui il titolo Le ferie di Licu) e parte per il suo paese per sposarsi con la donna che la sua famiglia ha scelto per lui. Quello che la sua famiglia vuole per lui non è la felicità: è più semplicemente una moglie, una donna che metta al mondo dei figli. La parola felicità non viene mai nominata dai componenti della sua famiglia presi come sono dai problemi che un matrimonio comporta (problemi di denaro, problemi logistici). È la madre di Licu a decidere quale sarà sua moglie semplicemente guardando una sua fotografia. Altri pareri non sono presi in considerazione; se la mamma ha deciso che sarà lei allora sarà lei, fine della storia. Licu tornerà in Italia, a Roma, insieme alla giovanissima Fanci. Il nostro protagonista continuerà a lavorare dalla mattina alla sera, a vestirsi alla moda, a parlare con i clienti, a fare l’integrato, nello stesso tempo impedirà alla moglie di uscire quasi segregandola in casa e costringendola a passare intere giornate da sola davanti alla televisione o alla finestra. Un po’ per gelosia un po’ per tradizione. I due scoprono presto di essere quasi due estranei che fingono di volersi bene e di conoscersi. Eppure Licu sa benissimo le sue colpe e che dovrà accettare il fatto che oramai anche sua moglie è una cittadina italiana, che anche lei si integrerà, che si farà delle amiche con le quali uscirà, che le donne qui in Italia –come gli dice un connazionale- si sentono libere come un bambino quando ti salta addosso. Il segreto per ogni rapporto interpersonale così come per una buona integrazione sta tutto qui: non devi aspettarti da parte degli altri la prima mossa, devi essere tu a farla per primo. Regista di questa pellicola è Vittorio Moroni, già autore di Tu devi essere il lupo.

Arriva l’estate e…

12 Giugno 2007 2 commenti

Non riesco a farne a meno. Non credo di essere sbagliato e poi non posso frenare i miei istinti animali. Animali poi è una parolona spesso usata a sproposito. Resta il fatto comunque che questo, per noi maschietti è il periodo peggiore dell?anno. Le signorine si svestono dopo un lungo inverno in cui sono state coperte e la testa non sta ferma catturata com?è da mille particolari. Tutto è un culo una zizza una scosciata un?perizoma carne scoperta odori di ogni genere anche di fantasia.
Tra un paio di settimane ci avremo fatto l?abitudine però adesso è facilissimo perdere la testa, la concentrazione, dimenticare che non si è soli, che c?è anche la nostra ragazza con noi. O la ragazza che finalmente ha accettato di vedersi con te dopo settimane di corteggiamenti. O l?amica che s?ingelosisce se ci voltiamo a guardare il lato B della tipa che è appena passata. Valle a spiegare che il lato A va sommato al lato B, in realtà lo sa, lo sa anche lei. In questo momento per noi maschi è una festa per gli occhi anche perché voi signorine siete tra di voi particolarmente in competizione. Fate a gara a mettere in risalto il fisico che avete scolpito per tutto l?inverno. Siete critiche tra di voi per delle nullità?Che ci trovi in quella, mi dice ?tizia? un po? imbufalita (ma oramai dopo anni ci ha fatto l?abitudine e quasi mi lascia fare), non lo vedi che la cinta che porta stona con il resto?

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Alcune dichiarazioni su Wilson Viola

11 Giugno 2007 1 commento


Ci siamo quasi. La nuova fatica di Wilson Viola sta per essere pubblicata dalle ?Edizioni Hassan?. Quasi un mesetto, neanche noi che abbiamo lo sponsor in esclusiva sappiamo la data.
Aspettando questo evento, oggi ci è giunta in redazione questa raccolta di dichiarazioni su di lui. Ci sono molti nomi importanti del modo della cultura e della politica, alcuni di questi sono morti, quasi tutti sono concordi nel loro giudizio.
Grazie anche all?aura quasi leggendaria intorno alla sua figura alcune domande nascono spontanee:
Viola è uno scrittore per caso o per scelta?
È arrivato alla ribalta internazionale grazie a studiate operazioni di marketing o perché dotato di quel pizzico di fortuna che più che gli audaci spesso premia i ?Forest Gump??
Dov?è il talento di Viola? Nel suo dimenticare in continuazione le regole basilari della grammatica?
Nelle sue provocazioni da quattro soldi? Nel suo patetico rifugiarsi in pseudonimi?
Le poche informazioni che lo scrittore rilascia su di sé non aiutano a trovare delle risposte a queste domande.
Wilson Viola è riuscito comunque a dire quello che pensa quando vuole e come vuole.
Certo è che se non avesse conosciuto Hassan in una sauna di Tangeri forse adesso il mondo sarebbe diverso, migliore secondo i signori qui sotto, comunque diverso.

Viola è un criminale blasfemo.
(L?insegnante di religione)
Non è divertente anzi è noioso.
(Cesare Garboli)
Wilson Viola non sarebbe male se non fosse completamente cretino, esaltato, mitomane, presuntuoso, arrogante e analfabeta.
(Dario Fo)
Ancora non riesco a capire se ci fa o ci è.
(Lietta Tornabuoni)
Non prende niente sul serio. E questo lo porterà alla pazzia.
(Fernanda Pivano)
Forse è cascato da piccolo dalla culla.
(Silvio Berlusconi)
È una delle persone più raffinate che si conosca.
(Hassan)
Riesce a far perdere la pazienza anche a me.
(Dalai Lama)
Ha un sacco di problemi, lasciatelo in pace.
(La madre)
La sua prosa infastidisce.
(Corrado Augias)
Gli unici interessati ai suoi libri sono pazzi, terroristi, mitomani.
(Roberto Calderoli)
Sono d?accordo con Berlusconi, Viola ha problemi sin dalla sua infanzia.
(Romano Prodi)
È razzista. O fa battute razziste.
(Nelson Mandela)
Perché dargli tutta questa importanza?
(Indro Montanelli)
In altri tempi gli avrebbero sparato.
(Joe Lansdale)
È più sgrammaticato di un bambino di prima elementare
(Accademia della Crusca)
Andava forte in matematica.
(I compagni di classe della scuola superiore)
Ci tengo a sottolineare che non siamo parenti.
(Bill Viola)
È un genio.
(Vittorio Sgarbi)
Riferimenti: Le cene di A.J. di Wilson Viola

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