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Archivio Maggio 2007

Il virus «Gianni» è on line!!!

31 Maggio 2007 1 commento


Finalmente in rete il virus «Gianni»!!!

Con il virus «Gianni» i CD/DVD esplodono all?interno del lettore del vostro computer.
I tasti della vostra tastiera cambiano di posto ogni volta che sbattete le palpebre.
Automaticamente la lingua ufficiale diventa il russo o il giapponese.
Il computer stesso decide per voi le icone sul desktop.
«Gianni» funziona anche per Macintosh.
«Gianni» è già indicizzato su Google sotto falso nome.
Con il virus «Gianni» avrete giramenti di testa e di palle, senso di nausea, vomito e diarrea. I vostri amici vi odieranno, il vostro amore vi lascerà, il vostro capo vi licenzierà, la vostra ditta prederà fuoco.
Per prendere il virus è stato sufficiente leggere questo post.
Il virus «Gianni» si collega ad internet ogni volta che ne ha voglia per cambiare i risultati dell?estrazione del lotto, modificare le foto satellitari per le previsioni meteo, modificare i conti delle più importanti aziende mondiali.
Il virus «Gianni» può creare dipendenza.
Potrebbe essere il responsabile del vostro aumento di peso, della perdita di capelli e di appetito.
Il virus «Gianni» è erotomane ma vi inibisce.
Cambia il posto agli oggetti di casa. Prima di chiamare la polizia quindi verificate che non ci sia «Gianni» nel vostro pc.
Regola l?intensità della luce delle vostre lampadine perché leggermente fotosensibile.
Quando il virus dorme (raramente)russa molto forte
È un maniaco dell?ordine entropico.
«Gianni» è seduto al vostro fianco in questo momento.
Grazie per aver scaricato «Gianni» sul vostro pc.

Riferimenti: Altre dritte sul virus

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I suggerimenti a «Buona la prima!»

30 Maggio 2007 Commenti chiusi


Sospettoso come un gatto anche per le fesserie, mi chiedo:
Chi mi assicura che i bravissimi Ale & Franz siano veramente all?oscuro dei suggerimenti che qualcuno gli fa leggendoli su un foglio di carta?

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Hai problemi con il bere?

29 Maggio 2007 5 commenti


Questo libretto «Alcol: più sai, meno rischi!» dell?Assessorato alla Sanità della regione Abruzzo mi è stato segnalato da un amico. All?interno c?è un test chiamato «Hai problemi con il bere?». La mia parte cinica ha voluto rispondere così.

1° Hai mai sentito la necessità di ridurre il bere?
[Cavolo, se rispondo di no penserà che sono un alcolizzato cronico, uno di quelli che non accetta il fatto di essere schiavo dei bicchieri. Ma se rispondo sì do la risposta che mi marchia come alcolizzato senza?come dire? Senza troppi giri di parole. Hai mai sentito la necessità di ridurre il bere? Sì Allora sono un alcolizzato coscienzioso. Qualcosa devo rispondere. Stanno aspettando. Mi guardano tutti. Sto iniziando a sudare.]
Dipende
Uno dello staff medico: Si può rispondere solo sì o no.
Sì e no
Un altro dello staff medico: Sì O no, allora?
[Un momento, se rispondo no può essere anche perché non ho effettivamente bisogno di ridurre il bere. Lo so lo so che questo è il classico discorso che fa chi è alcolizzato. Basta essere convincenti. Non lasciar trapelare tutti questi pensieri, rispondere ?no? e sorridere]
No

2° Sei mai stato infastidito da critiche sul tuo modo di bere?
[Parlano del passato o del presente? Mi ricordo di quando lavoravo per il luna park e facevo quel numero, che piaceva tanto ai bambini, di bere un litro d?acqua con il culo in meno di dieci secondi. La Chiesa mi ha rotto le palle in più di occasione per questo. A pensarci bene la cosa ha dato più fastidio a loro, alla Chiesa, che a me. Ma qui devo rispondere velocemente. Perché mi guardano tutti impazienti? Che tra l?altro per colpa di quel numero che facevo al luna park mi hanno scomunicato e non ho potuto sposarmi in chiesa con Lorena la donna che lanciava palline da ping pong con la vagina. Mi ricordo anche di quella volta che per fare il buffone ho tracannato di seguito tre anzi quattro bicchieri diversi: uno era di birra, l?altro di vino, il terzo era di rhum e il quarto di?di liquore di anice anche detto SAMBUCA dopo di che ho fumato un paio, forse tre, tiri di canna uno dietro l?altro, il così detto trenino. Ho collassato dopo mezz?ora che ho passato a vomitare. Tutto perché un tizio invidioso ha iniziato a dire che era un indecenza. Il tizio lo conosco e me lo ricordo bene fare gare simili alla cantina del Boss. Quindi cazzo]

3° Hai mai provato disagio o senso di colpa per il tuo modo di bere?
[Questa è uguale a quell?altra più o meno. La donna che lanciava le palline l'amavo. Aveva delle qualità veramente?ma lasciamo perdere. Lei è scappata dopo che ho ricevuto la scomunica. È tornata a casa dai suoi genitori in Alaska. E quando mi ricapita una così? E poi tutte le volte che con qualche compagno di sbronze mi faccio una bevuta in qualche parco pubblico c?è sempre qualcuno che fa no con la testa. Non che me ne freghi qualcosa infatti]
No
[Cazzo mi sono contraddetto ormai è tardi. L?ho detto ad alta voce]

4° Hai mai bevuto alcolici appena alzato?
[Quella volta mi ero svegliato proprio tardi per via di una serata alcolica della notte prima. Che ora era? Saranno state le tre o le quattro del pomeriggio. Mi girava la testa in un modo che levati. Però mi sono ricordato che da qualche parte avevo sentito dire che il miglior modo per farsi passare una sbronza è di farsi un bicchierino, senza esagerare però, uguale a quello che hai bevuto la sera prima. Quello che avevo bevuto la sera prima a casa non ce l?avevo così ho aperto il frigorifero e ho stappato una birra. Era estate faceva caldo e la birretta me la sono scolata. Capita]

1 risposta negativa = sospetto
1 risposta negativa alla 4° domanda = alta probabilità
2 risposte negative = alta probabilità
3 risposte negative = certezza

Per la cronaca: sia adesso che quando ho fatto il test seriamente è uscito fuori alta probabilità.

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La città proibita di Zhang Yimou

28 Maggio 2007 Commenti chiusi

La filmografia di Zhang Yimou sembrerebbe sempre più divisa in due filoni. Quello kolossal ambientato nello sfarzo della Cina del passato, tutto azione e arti marziali (ispirandosi a quel genere tradizionale del cinema orientale chiamato Wu-xia-pian), intrighi e sentimenti che scatenano intrecci da telenovela; e quello ambientato nell’epoca moderna in cui si racconta l’attualità del suo paese. Il primo è destinato soprattutto a noi occidentali (anche se in patria sbancano al botteghino) da sempre affascinati dallo splendore del passato millenario della Cina degli imperatori. Il secondo è l’esatto contrario del primo: lento nei suoi ritmi ci mostra la Cina contemporanea. La città proibita appartiene al primo filone e possiede tutti gli elementi di cui si è detto: l’imperatore Ping (Chow Yun-Fat) avvelena lentamente l’imperatrice (Gong Li) perché tradito da lei con il figlio di primo letto. Lei si rassegna alla morte ma prepara lo stesso una contro offensiva che avrà effetti imprevisti a meno che non conosciate la storia della Cina. Le morti si sprecano sia nelle spettacolari scene d’azione orchestrate da Ching Siu-Tung (regista della bellissima trilogia «Storia di fantasmi cinesi») che all’interno della famiglia imperiale sempre più sgretolata. Così come non mancano i colpi di scena legati ad altri personaggi più o meno esterni alla vita imperiale, più o meno traditori o ricattatori/ricattati. Dal punto di vista visivo è inutile dire che il film è assolutamente stupendo. Costumi (Yee Man Chung), scenografie (Huo Tingxiao) , fotografia (Zhao Xiaoding), tutto è assolutamente magnifico, perfetto. In fondo però speriamo che questo sia l’ultimo film di questo tipo per Yimou. Speriamo che la trilogia iniziata con «Hero» proseguita con «La foresta dei pugnali volanti» e conclusa con questo film abbia fatto guadagnare al regista il gruzzolo necessario per campare con dignità per il resto dei suoi giorni e che d’ora in poi si dedichi alla Cina contemporanea lasciando queste “americanate” agli americani. Di guerrieri che rimangono sospesi mezz’ora in aria non se ne può più. Con il budget di La città proibita può girare cento capolavori come «Non uno di meno» (1999) che hanno fatto conoscere il suo talento al mondo molto prima degli action movies così simili ormai, ahime, a quelli di Hollywood.

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Il ministro Turco e i Nas nelle scuole

28 Maggio 2007 1 commento

Il ministro della salute Livia Turco propone controlli Nas nelle scuole scatenando l’ennesimo dibattito tra ministri. Ecco infatti che le risponde il diretto interessato, il ministro dell’istruzione Fioroni dicendo che “dobbiamo prima di tutto rendere i ragazzi consapevoli dei rischi che corrono con l’uso di alcol e droga” I nostri politici, è risaputo, sono per i giovani un ottimo esempio di buon comportamento in fatto di droghe e sono sicuro che sarebbero i primi a sottoporsi spontaneamente ad un test per dimostrarlo. O no? Resta il fatto comunque che in Italia, come al solito, l’informazione come la politica trasformano ogni fenomeno sociale problematico in emergenza, in un allarme nuovo che fa dimenticare come per magia quello del mese precedente. Intanto i problemi rimangono irrisolti e come scrive oggi Michele Serra: « Un carabiniere in ogni scuola e in ogni casa […] scaricherebbe la coscienza degli adulti dal compito di occuparsi dei ragazzi: di essere noi i primi carabinieri, le prime autorità sanitarie e etiche, senza divisa e senza potere di arresto, ma favoriti da una prossimità, e da un amore, che troppo spesso dimentichiamo di avere, dimentichiamo di usare».

L’ultimo inquisitore di Milos Forman

22 Maggio 2007 8 commenti

Milos Forman è da sempre interessato a personaggi fuori dalle regole, tutto genio e sregolatezza, matti e provocatori per scelta come il McMurphy di Qualcuno volò sul nido del cuculo o il comico Andy Kaufman di Man on the moon. Con una sincera simpatia per chi da quel vortice di follia ed eccessi non riesce più ad uscirne fuori giungendo ad una inevitabile autodistruzione. Non è un caso che i film di Forman miscelino sempre sapientemente momenti esilaranti con altri fortemente drammatici. È così per la vita di ognuno di noi. Si ride e si piange. Nel suo ultimo lavoro L’ultimo inquisitore la follia non è la caratteristica del pittore spagnolo Francisco Goya ma dell’epoca in cui vive e che l’artista ritrae senza censure scandalizzando la Chiesa inquisitrice che non lo condanna solo per via del suo talento. Ma non è solo la Chiesa a volerlo, come Padre Lorenzo (interpretato dal sempre bravo Javier Bardem) che gli commissiona un ritratto. Ogni ricca famiglia spagnola aspira a commissionargliene uno, come nel caso di quella della giovane e bella Ines (Natalie Portman alla sua prova più convincente). La giovane viene condannata di giudaismo perché spiata in una cantina rifiuta di mangiare del maiale che gli viene offerto. A quel tempo la chiesa condannava la gente solo perché pronunciava parole come atomi (addio scienziati…), templi, circoncisioni (…e le altre religioni con un particolare astio per quella ebraica). Adesso rompe le palle se si parla di coppie di fatto, di contraccettivi, di omosessualità e non vado avanti perché questo è un altro discorso. Perché nel film non si vuole accusare la Chiesa e basta, si vuole condannare un epoca buia che a violenza rispondeva violenza. Le torture usate dall’Inquisizione per far confessare i "colpevoli" non erano tanto diverse da quelle usate dalle truppe napoleoniche per porre fine alla supremazia della Chiesa. La presunta democrazia che i francesi volevano esportare sarà fermata dalle truppe inglesi che invaderanno la Spagna pochi anni dopo. Chiesa, Francia o Inghilterra non lasciavano modo al condannato di parlare, di spiegarsi, di difendersi. Ti sbattevano in una cella e ti facevano uscire solo per ammazzarti o torturarti per l’ennesima volta. In un clima così violento c’era chi moriva e soffriva coraggiosamente senza "confessare"; e c’era anche chi preferiva passare ogni volta dalla parte del vincitore pur di avere salva la pelle. Francisco Goya (interpretato da Stellan Skarsgård) è un testimone illustre di tutto questo, il suo quadro del 1808 La fucilazione è l’esempio più famoso. Gli orrori all’ordine del giorno saranno immortalati dal pittore senza la minima censura o pietà. Insieme ai francesi ritorna anche Padre Lorenzo fuggito tempo prima dalla Spagna e diventato adesso un sostenitore della rivoluzione; e otterrà la libertà anche Ines dopo anni di prigionia inquisitoria. Le loro strade si incroceranno di nuovo e i loro destini saranno affidati alla Storia.

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Ultime da Cannes

22 Maggio 2007 Commenti chiusi


Grande successo a Cannes per il film in concorso di Gus Van Sant «Paranoid Park». Girato in 8 e 16 millimetri ha per protagonista Alex (interpretato dall?attore non professionista Gabe Nevins reclutato come gli altri del cast tramite annunci pubblicitari su carta stampata e sul sito myspace.com) un giovane skater che uccide accidentalmente una guardia giurata.
L’altro ieri invece scenata di Roman Polanski che abbandona la sala conferenze, dove insieme a 31 illustri colleghi presentava l’opera collettiva «To each his cinema», a causa delle domande banali dei giornalisti. A far innervosire Polanski è stata una domanda rivolta alla regista Jane Campion, Palma d’oro per «Lezioni di piano». Il giornalista, canadese, le aveva chiesto come si sentisse a essere l’unica donna della conferenza stampa.
Che Polanski si sia arrabbiato perché il giornalista ha dimenticato che c?era anche Michael Cimino? Scherziamo (ma non troppo). Anzi, grande Roman!
Buon successo per gli italiani Luchetti e Olmi, fuori concorso con i film «Mio fratello è figlio unico» e «Centochiodi»
Oggi tocca al film di Tarantino in concorso con «Death proof» già uscito in America dove non è stato accolto per niente bene dal pubblico come dalla critica. In Italia uscirà il 1 giugno e si chiamerà «Grindhouse». Vedremo.

Nella foto Polanski cha abbandona la sala

Riferimenti: Oh a me fa ridere (l’ha scritta un amico)

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T9

21 Maggio 2007 Commenti chiusi


Il T9 (acronimo di “text on 9 keys”) è un software, inventato da Tegic Communication ed utilizzato principalmente su telefoni cellulari, che consente una composizione guidata nella digitazione di vocaboli.
Tale sistema viene principalmente utilizzato per la composizione degli Sms.
Il T9 è un sistema di “scrittura rapida” che dovrebbe semplificare l’immissione delle parole durante la composizione di un Sms. In un cellulare dotato di scrittura T9 è sufficiente premere una sola volta il tasto corrispondente alla lettera che si vuole scrivere.
Non sempre il sistema è infallibile, poiché ad una determinata combinazione di tasti può corrispondere più di una parola di senso compiuto.

LEI (ore 20:44)
Amore? vuoi sposarmi?

LUI (ore 20:47)
Si, vi con
[trad. SI, TI AMO]

LUI (ore 20:55)
Paura in scagliato
[SCUSA HO SBAGLIATO]

LEI (ore 20:56)
Non capisco, cosa vuoi dirmi?

LUI (ore 20:57)
Tg com, pausa, tieni fa me, cibo!
[TI AMO, SCUSA, VIENI DA ME, CIAO!]

LEI (ore 21:04)
Mi prendi in giro? Io dicevo sul serio?

LUI (ore 21:05)
In surf?
[IO PURE]

(nessuna risposta)

LUI (ore 21:14)
Uh bon!
[TI AMO!]

LUI (ore 21:17)
Fico dattero?
[DICO DAVVERO]

LEI (ore 21:21)
Ma ti senti bene?

LUI (ore 21:23)
Si coma!
[SI ANNA!]

LEI (ore 21:24)
Sei in coma etilico?

LUI (ore 21:26)
No bara?bora ti salva io mente!
[NO CARA? COSA TI SALTA IN MENTE!]

LEI (ore 21:27)
Bah? continuo a non capire? buona serata!

LUI (ore 21:30)
No casa? ici basito cene? oh ani vanto surf tv?
[NO CARA? HAI CAPITO BENE, MI AMI TANTO PURE TU?]

(nessuna risposta)

LUI (ore 4:44)
[dopo aver disattivato il metodo di scrittura intuitivo]
Se sei ancora sveglia vieni a dormire da me? ti amo?

LEI (ore 9:28)
L?ho letto soltanto ora? sono un po? confusa?

LUI (ore 12:21)
Appena alzato? tranquilla? era un messaggio multiplo?

AndDP

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Vi avevamo avvertiti!

17 Maggio 2007 Commenti chiusi

L?avevamo detto. Conosciamo il personaggio molto bene.
Se in certi casi si dice la quiete dopo la tempesta in altri si dice la quiete prima della tempesta, del nubifragio, dello Tsunami. I suoi troppi sorrisi, la sua eccessiva chiamiamola gentilezza, sapevamo che nascondeva qualcosa. E ve lo avevamo detto. Vi avevamo avvertiti che stava tramando qualcosa. Lo sapevamo perché conosciamo il personaggio, non la persona ma il personaggio badate bene. Siamo lungimiranti o il nostro è un pregiudizio? Questo vai a saperlo. A sentire i suoi sostenitori, ma a sentire soprattutto lui, il nostro personaggio, la nostra è una forma di pregiudizio nei suoi confronti. Ce l?abbiamo con lui. A sentire la nostra coscienza, il nostro lato critico, la nostra è una forma di autodifesa e di prevenzione (che poi è la stessa cosa). Ci sentiamo minacciati da lui nel nostro piccolo. Come lui si sente minacciato da noi. Ci avevate mai pensato? Ma soprattutto avete capito di chi stiamo parlando?
Resta il fatto che è tornato arrogante, il nostro personaggio misterioso, perché ,dice, gli stanno riducendo la sua influenza su una certa cosa. Tempo pochi giorni e che ti combina il nostro funambolico? Fa in modo di continuare ad avere la sua influenza su quella certa cosa. Come? Dai che avete capito di chi parliamo… E questo è solo l?inizio, ve lo diciamo noi che siamo dei poveri pazzi.
Il vento sta cambiando mentre gli altri come al solito si fanno le pippe sugli allori.

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Al via il 60° Festival di Cannes

16 Maggio 2007 1 commento

È iniziato oggi il 60° Festival di Cannes.
Tantissimi i nomi di spicco. In concorso inaugura oggi Wong Kar-Wai con «My Blueberry nights» pellicola on the road con Norah Jones e Jude Law. Nei giorni successivi i fortunati che sono lì potranno vedere il nuovo film di Quentin Tarantino «Death Proof» rimontato per l?occasione, «Promise me this» il nuovo lavoro di Emir Kusturica. «Zodiac» di David Fincher, «Paranoid Park» di Gus Van Sant e l?ultima fatica dei fratelli Coen (speriamo che abbiano finito di fare mezze cagate) «No country for old men».
Fuori concorso proietteranno la terza puntata delle avventure Di Danny Ocean e soci «Ocean’s thirteen» sempre per la regia di Steven Soderbergh; «Sicko» il nuovo documentario di Michael Moore che se la prende questa volta con la sanità USA; «Go go tales» di Abel Ferrara con Matthew Modine, Bob Hoskins e i nostri Asia Argento e Riccardo Scamarcio; «La Reve de la nuit d’avant» di Valeria Bruni Tedeschi con Valeria Golino e «A Mighty heart» di Michael Winterbottom storia del giornalista Daniel Pearl ucciso in Pakistan.
Dario Argento presenterà una versione restaurata del suo capolavoro «Suspiria» e un anticipazione del suo ultimo film «La terza madre» capitolo conclusivo della trilogia iniziata proprio con «Suspiria» e proseguita con «Inferno» che vede protagonista sua figlia Asia.
Capo della giuria Stephen Frears, tra gli altri giurati il nostro Marco Bellocchio.

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