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Le buone regole a tavola (1)

27 Aprile 2007

Evitare di gridare -Cameriere!- appena vi sedete a tavola. Non commentare i prezzi delle pietanze. Non sbracarsi sulla sedia come se non ci sedesse da una settimana. Lasciare a casa, se è possibile, il babbuino a guinzaglio che tanto amate. Evitate di ruttare e/o scoreggiare con vanto. Soprattutto se siete in compagnia di una fanciulla evitate tassativamente di fare il cretino con la cameriera. Anche perché dopo averla chiamata cameriere non è che si hanno tutte queste possibilità. Cercate di ricordare come si usano le posate. Non bisognerebbe bere il vino o la birra "alla calata", cioè tutto di un botto, come se si fosse passato un anno nel deserto. Evitate argomenti come "le mie emorroidi" o "il mio nuovo lavoro di spalatore di merda di vacca". Non parlate con la bocca piena, né ingozzatevi fino ad avere difficoltà respiratorie e di comunicazione. Non buttate sotto il tavolo le cose che non gradite. Non pulirsi il naso con il tovagliolo. Evitate, a differenza di Barney, di infastidire l’ospite o gli ospiti contraddicendoli per puro gusto. Con la scusa di voler pagare voi il conto non fate il vento scappando come al solito._Perché mi dicevi "Sali in macchina presto!"?- Se nel tavolo vicino c’è una cena elettorale (e questo è periodo…) non precipitatevi lì minacciando gli ospiti, neanche tanto velatamente, con il coltello che vi portate di solito dietro. Anzi sarebbe il caso che lasciaste il coltello a casa come avete fatto con il babbuino. Se siete ospiti di una cena elettorale sappiate che il vostro coltello non è niente in confronto con le loro pistole… ve la siete proprio cercata. Non farsi lasciare gli avanzi per sfamare il babbuino. Se non è una cena amorosa ma di gruppo, non obbligate nessuno ad iscriversi alla gara di rutti, se proprio non ne potete fare a meno aspettate almeno che l’alcool faccia il suo effetto anche su qualcun altro. Se a fine serata nessuno si è rovinato come te, vuol dire che gli alcolizzati non sono poi così tanti come si dice. Se gli altri sono degni pari tuoi prega l’Onnipotente che nessuno chiami la polizia. Se non credi in Dio spera almeno di sbagliarti e magari scopri che Dio non ama per niente la Polizia -Oh, da quando mi hanno arrestato il mio unico figlio non li reggo proprio-. Se tutto questo non vi è possibile cercate di rimanere a casa a prendervi cura del vostro amato babbuino, dono del vostro caro amico A.J..

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