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Archivio Marzo 2007

Appello di Emergency per Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi

27 Marzo 2007 2 commenti


Se da una parte abbiamo gioito per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo (problemi chiariti anche tra Italia e Stati Uniti sulla modalità del rilascio) ancora è triste la situazione che riguarda Rahmatullah Hanefi, il responsabile afgano per l?ospedale di Emergency a Lashkargah, arrestato dai servizi di sicurezza afgani. Dal 20 marzo non si hanno sue notizie. Si sanno solo poche cose tra loro discordanti.
Il ministero della sanità afgana ha fatto sapere ad Emergency qualche giorno fa che non intende liberare Rahmatullah, anzi è disposta a incastrarlo con prove false.
La situazione non è diversa per l?interprete di Mastrogiacomo Adjmal Nashkbandi.
Nonostante non esista nessun documento che dimostri che Rahmatullah Hanefi sia prigioniero, voci di corridoio dicono che lo stanno torturando con i cavi elettrici per farlo confessare.
Gino Strada, il fondatore di Emergency, ha lanciato sul suo sito un appello al governo italiano per far sì che questa pesante situazione finisca al più presto.
All?appello può aderire chiunque collegandosi al sito, trovate il link qui sotto, non costa niente e ci vogliono veramente 15 secondi (mentre scriviamo lo hanno già fatto più di 44.000 persone) per manifestare un po? di solidarietà verso due uomini colpevoli solo di voler fare una cosa giusta.

Riferimenti: Aderisci all’appello di Emergency

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Dracula Vs. l’ora legale

26 Marzo 2007 1 commento

-Vi ho mai raccontato la storia del vampiro che dimenticò di cambiare l?ora della propria sveglia il giorno in cui c?era il cambio dall?ora solare a quella legale?- chiese papà vampiro ai figli.
-Oddio, ce la racconti tutti gli anni- fece Marcolino ?Almeno per quest?anno, ti prego papà, fanne a meno-
-Ve la sorbite anche quest?anno- fece il nonno sbattendo un pugno sul tavolo ?La prudenza non è mai troppa-
-Avete sentito vostro nonno che ha detto?- disse papà vampiro ?Per cui, fate finta che non l?avete mai sentita ?sta storia e lasciatemi raccontare, tanto è breve lo sapete-
-Uffa che palle!- protestò Pietro il secondogenito mentre scuoteva la testa.
-Se vostra madre vi sentisse?-
-Lascia perdere queste cose- lo rimproverò il nonno.
-Poche lamentele, su. Mettetevi comodi, perché questa storia la racconto per voi, ma anche per me, e per il nonno, perché è davvero importante ricordare gli eventi che portarono alla morte del caro fratello Luigi- disse papà vampiro accomodandosi sulla poltrona.
-Il compianto amico Luigi era un vampiro felice. Si divertiva come un matto a succhiare il sangue delle sue vittime, a diffondere malattie ormai dimenticate, a distruggere villaggi sperduti, era proprio felice. Era anche fidanzato con una bellissima vampira che lui stesso aveva vampirizzato-
-Elena- lo interruppe Marcolino, il primogenito.
-Esatto, Elena. Luigi ed Elena erano felici insieme. Si divertivano un mondo a terrorizzare gli abitanti superstiziosi, a succhiare il sangue dei poveretti e a impalettarli loro stessi per evitare, diciamo così, una sovrappopolazione-
-Troppi vampiri insomma- fece il nonno.
-Troppi vampiri danno fastidio?- chiese Pietro, il più piccolo.
-Si danno fastidio. È già accaduto in passato, quando neanche il nonno era ancora nato- rispose il papà.
-Così tanto tempo fa?- disse Pietro.
-Sì, sì. Ma non perdiamoci in chiacchiere-
-Nonno, ma tu quanti anni hai?- chiese Marcolino.
-Ne ho tanti più di tuo padre, tantissimi più di te. E adesso stai un po? zitto e lascia che tuo padre finisca di raccontare la sua storia-
-Come la sua storia? Non è la storia di Luigi che ci sta raccontando?- fece Pietro ridacchiando mentre incrociava lo sguardo divertito del fratello.
-Non sei divertente, e tu Marco non istigarlo- troncò papà.
-Che palle?-
-Dicevo, Luigi e Elena erano felici insieme. Quella notte si salutarono convinti che la notte successiva si sarebbero rivisti-
-E invece?- chiese Pietro.
-Lo sai benissimo, stai solo a sentire- lo rimproverò nonno, ancora un pugno.
-Pa? perché Luigi e Elena non dormivano insieme?- disse Marcolino.
Papà vampiro si alzò per andare a prendere dell?acqua dal frigorifero. ?Volete qualcosa?-
-Un po? di succo- rispose il nonno.
-Erano una coppia moderna. Dormivano insieme ma anche separati. Il destino ha voluto che quella sera non abbiano dormito assieme, solo il destino- fece papà vampiro.
-Luigi dimenticò subito che quella notte era rientrato prima nel suo rifugio segreto e caricò la sua sveglia senza spostare le lancette di un?ora-
-Anche il nostro è un rifugio segreto?-
-Certo anche il nostro è un rifugio segreto, lo sai che cosa succederebbe se scoprissero questo posto, no?-
-Ragazzi, fate finire vostro padre- pronunciò il nonno mentre sorseggiava il suo succo.
-Luigi dimenticò subito che era rientrato prima quella notte per via del cambio dell?ora-
-Papà, Luigi soffriva di cervello?-
-Che intendi?-
-Voglio dire, Luigi aveva problemi al cervello?- precisò Marcolino, -Come si fa a dimenticare una cosa così importante? Era successa quella notte stessa. Mica un mese prima. Doveva solo-
-Ehi sono io che devo raccontare non tu-
-Che differenza fa?- chiese Pietro.
-Tuo fratello non ci mette la stessa enfasi-
-Che cos?è?-
-Dopo la cerchi sul vocabolario-
-Che palle- mugugnò Pietro ?Pure ?s?altra rottura-
-È che Luigi prendeva le cose un po? troppo alla leggera, capite?-
-Esattamente come voi!- fece duro il nonno.
-Ma nonno noi siamo dei bambini, Luigi era un adulto-
-Luigi- continuò il padre.
-Mi sa che ho ragione io- disse Marcolino ?Luigi era un po? suonato-
-Il giorno dopo la sveglia di Luigi suonò, lui si alzò dal letto, pimpante più che mai-
-Come fai a sapere che era pimpante se era solo. Voglio dire se tu ti fossi trovato lì con lui saresti morto, giusto?- chiese Marcolino.
-Hai ragione, ma vedi, lui era sempre pimpante, quindi sono sicuro che quel giorno si fosse alzato così. Andò ad aprire la finestra ermetica un attimo prima che l?ultimo raggio di sole sparisse per colpire qualcos?altro. E invece colpì lui, incenerendolo sul momento-
-Quindi la morale è: non abbassate mai la guardia- fece il nonno.
-Papà ma se sei tu che ci svegli tutti i giorni- obbiettò Pietro.
-E che devo fare? Io sono eterno, sì, ma può sempre succedermi qualcosa. A me o al nonno-
-Dio ce ne scampi- fece il nonno sbattendo il pugno sul tavolo, mentre con l?altra mano si massaggiava le palle.
-E poi non vorrete mica vivere con noi per sempre?-
-No, io no- rispose Pietro.
-Siete pronti per uscire?-
-Sì- fecero i due piccoli.
-Cominciate ad andare- disse il padre ?Io e il nonno spegniamo tutto-
-Figlio- fece il nonno ?Quel Pietro ti darà grattacapi, dai retta me, e poi mi spieghi a che gli serve l?iPod quando va in giro?-

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Tout à coup di Lae Franciosi

23 Marzo 2007 1 commento

La segnalazione di oggi è speciale perché riguarda il cortometraggio d?esordio della mia cara amica Letizia.
«Tout à coup» è una storia d?amore e come tale è ricca di imprevisti. Di spudorata influenza godardiana, il corto la vede anche protagonista femminile. Completa il cast degli attori Enrico Luciani per il ruolo maschile.
«Tout à coup» è un lavoro che si lascia vedere con gusto, che ci ricorda che in amore nulla è scontato.
Riferimenti: Guarda il cortometraggio

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Un giorno senza computer

23 Marzo 2007 3 commenti


Quanti di noi riuscirebbero a stare un giorno senza PC? Un giorno senza mandare un post sul proprio blog, senza poter controllare la posta elettronica, senza collegarsi al sito preferito?
A tele proposito è stato istituito domani 24 marzo lo «Shut Down Day».
In questi giorni il sito che promuove questa giornata è visitatissimo (per questo motivo oggi funziona con non poche difficoltà) soprattutto da chi loda l?iniziativa (più di 53.000 persone), ma c?è anche chi lascia messaggi per far sapere che non intende rinunciare neanche per un giorno al computer (il numero dei non rinunciatari supera gli 8.500).
Voi che ne pensate? Riuscireste a stare un giorno senza computer?
Personalmente non ho problemi a staccarmici, anzi certi periodi proprio non lo posso vedere…
Riferimenti: Il sito ufficiale dell’iniziativa

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Sugli sviluppi della vicenda Daniele Mastrogiacomo

22 Marzo 2007 2 commenti


Sulla procedura usata per la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo gli Stati Uniti hanno avuto da ridire accusandoci che con i terroristi non si tratta. Questo riprova per l?ennesima volta la vera natura del rapporto tra noi e i nostri ?amici? d?oltre oceano, un rapporto simile a quello che esiste tra il datore di lavoro e il suo dipendente, tra l?insegnante e l?allievo. Non è giunto il momento allora di comportarsi una volta per tutte da bad guys e troncare un simile rapporto affatto paritario?
Concludo con un estratto che mi sembra calzi alla perfezione:

«A piedi i ritardatari dietro i fornelli e il pane e i prigionieri, dei nostri, e anche dei loro, in manette, condannati a questo, a quello, mescolati, attaccati per i polsi alla staffa dei gendarmi, alcuni da fucilare domani, non più tristi degli altri. Mangiavano anche quelli la loro razione di questo tonno così difficile da digerire (non ne avrebbero avuto il tempo), aspettando che il convoglio riparta, sul ciglio della strada ? e lo stesso ultimo pane con un civile incatenato con loro, che dicevano che era una spia, e lui non ne sapeva nulla. Noi nemmeno.»

Louis-Ferdinand Céline
«Viaggio al termine della notte» (1932)
(traduzione di Ernesto Ferrero per “La Repubblica”)

La foto è presa da Kataweb.it

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Una notte al museo di Shawn Levy

22 Marzo 2007 1 commento

Una notte al museo è una commedia fantasy che vede protagonista Ben Stiller nei panni di Larry, un uomo senza un lavoro fisso, separato e con un figlio che non lo stima. Larry troverà lavoro come guardiano notturno in un museo in cui, a causa di una maledizione egizia, ogni notte le statue (sia dei personaggi storici che degli animali) si animano per creare confusione e danni. Per controllare la situazione dovrà [continua...]

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Guida per riconoscere i tuoi santi di Dito Montiel

20 Marzo 2007 3 commenti


Bell’esordio autobiografico nel cinema per il musicista e scrittore Dito Montiel che con «Guida per riconoscere i tuoi santi» racconta la sua adolescenza a New York tra amici violenti e una famiglia assente, distratta ma amorevole che non vorrebbe mandarlo via da lì. Invece il protagonista dal Queens si allontana per sempre per raggiungere la California, tornerà nel quartiere quindici anni dopo quando la salute del padre sarà al limite. Dito (interpretato nel periodo della giovinezza da Shia LaBeouf) sogna una vita da musicista insieme al suo amico Mike (Martin Compston), ha una storia d’amore travagliata con Laurie (Melonie Diaz), bazzica un gruppo di perdigiorno tra i quali ci sono i fratelli Giuseppe (Adam Scarimbolo) e Antonio (Channing Tatum). Quest’ultimo inizia una guerra con un gruppo di portoricani che coinvolgerà tutti gli altri. Il padre di Dito (Chazz Palminteri), Monty, non sembra rendersi conto di quello che il figlio combina quando esce di casa, la fiducia e l’amore che nutre nei suoi confronti lo rende cieco. La madre Flori (Dianne Wiest) sembra avere una visione più oggettiva dei traffici del figlio, ma questo la porta solo a litigare con il marito. In questo clima in cui tutto sfugge di mano, tutto appare una fogna schifosa, e le vie di fuga sembrano ridursi ogni giorno di più, Dito si sente prigioniero. Il suo ritorno dopo vari anni fa riemergere i ricordi, riapre le vecchie ferite, riporta a galla tutto quello che aveva lasciato in sospeso quindici anni prima. Dito (interpretato nella versione adulta da Robert Downey Jr. «A scanner darkly») rivede il padre che rifiuta di farsi ricoverare in ospedale, incontra la sua fidanzata Laurie (Rosario Dawson) e scopre che ha un bambino. Di fronte ai ricordi del passato Dito non può far altro che capire quanto è stata fortunata la sua esistenza a differenza di quella del suo amico Antonio a cui il destino ha riservato un trattamento più crudele. Le atmosfere e i temi richiamano inevitabilmente pellicole come «Mean Streets» o «L’odio», la differenza sta nell’approccio che qui lascia vedere la fioca luce che c’è alla fine del tunnel.

Due parole su Vincenzo Mollica

19 Marzo 2007 1 commento


Sicuramente avete presente la rubrica del TG 1 su cinema, musica e libri a cura di Vincenzo Mollica «Do re ciak gulp».
Sicuramente avete notato una cosa: nei servizi proposti non si parla mai male di nessuno.
Il dubbio che viene è questo: non è che Vincenzo Mollica viene pagato ogni volta dal protagonista stesso del servizio? La risposta sembrerebbe portare più a un sì che a un no e la cosa è sconfortante se si pensa che:
-Punto primo Vincenzo Mollica lavora per la RAI, per un servizio pubblico, ed è quindi già stipendiato da noi grazie al pagamento del canone. I soldi che percepisce per parlare bene di chiunque vanno a lui e all?azienda, quando invece potrebbero essere usati per sfamare chi ne ha bisogno (ma le emittenti televisive, si sa, fanno beneficenza solo per battere la concorrenza). Invece quei soldi rimangono lì dove sono. Non credo inoltre che questa giostra, che passa per servizio promotore della cultura, sia fatturabile. Che ci si scrive sulla ricevuta?
-Punto due: i servizi proposti riguardano al novanta per cento ?artisti? cani o mummificati che non piacciono più neanche alle nostre mamme.
-Punto tre: i servizi del nostro Vincenzone non sono il modo ?naturale? di fare giornalismo. Non è giusto cioè parlare solamente bene di un film come di un CD musicale, o più in generale di un avvenimento qualsiasi. Si deve avere il coraggio di parlare male di quell?artista se ci ha deluso, magari per l?ennesima volta. Il nostro sembra non avere uno spirito critico (e non ce ne vuole molto per parlare male di certa roba) ma solo uno spudorato spirito di adeguamento che mi suggerisce questa conclusione:
certa mollica a contatto con del liquido si adatta ad ogni tipo di contenitore.

Lo stesso discorso vale anche per Anna Pradeiro del TG 5, insomma vale per tutto quel tipo di giornalismo che si vende, ma con lei non mi veniva la stessa conclusione.

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Battle Royale di Kinji Fukasaku

16 Marzo 2007 2 commenti

È il primo compleanno del mio blog!!!

15 Marzo 2007 Commenti chiusi


Un anno fa, mi dicono di dire, la storia cambiava. Un famoso portale italiano iniziava ad ospitare il blog che, notizia che viene dal futuro, ucciderà senza volerlo il web con un terribile virus chiamato «Gianni». Cliccate sul logo se avete fegato…

Scherzi a parte, è passato già un anno! Ne sono state pubblicate di cose, anche se con molta discontinuità, che è come dire: non esiste mica solo internet. È anche per questo che «Gianni» farà quel che farà, mi dicono di dire.
Ringrazio tutti quelli che vengono a trovarmi che come me amano il cinema.
Ringrazio anche le coraggiose e i coraggiosi che leggono la sezione Neuropsichiatria. Per loro dico che a breve arriveranno nuove cose.

Per oggi vi lasciamo con un omaggio al film di Joe D?Amato «Buio omega» e con una questione cinematografica riguardante il film «Barton Fink».

P.S. Visto che oggi è il suo compleanno questo blog si azzarda a fare anche una domanda:
MA TISCALI NON AVEVA DETTO CHE PRESTO AVREBBE MIGLIORATO I NOSTRI BLOG?

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