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Scoop di Woody Allen

1 Dicembre 2006

Dopo lo splendido «Match Point» Woody Allen torna a girare a Londra insieme a Scarlett Johansson l’ideale seguito di quel film, o meglio una variazione sullo stesso tema in chiave di commedia. In entrambi i film infatti si parla di assassini appartenenti alla società bene, assassini che diventano tali per non perdere quello che hanno di più caro: la loro reputazione, la loro posizione sociale privilegiata. In «Scoop» si parla del fantasma del giornalista Joe Strombel (Yan McShane)che appare alla studentessa di giornalismo Sondra (la Johansson) mentre sta partecipando come volontaria allo spettacolo del mago Splendini (Woody Allen). Il fantasma gli dice che il ricchissimo Peter Lyman (Hugh Jackman) è in realtà il serial-killer famoso con il nome di “killer dei tarocchi”. Sondra e il mago , che in realtà si chiama Sid Waterman, indagano spacciandosi per padre e figlia, iniziando a mentire spudoratamente pur di arrivare alla soluzione del caso. Sid si spaccia per un petroliere con la passione per i trucchi con le carte, tanto nessuno di quei ricchi signori che adesso frequenta ha mai visto il suo mediocre spettacolo; Sondra invece inizia ad innamorarsi del presunto assassino. Presunto perché le indagini non portano prove vere e proprie ma solo intuizioni e paranoie. Diciamolo pure, lo sviluppo della trama è prevedibile; le cose migliori sono le battute. Tra le migliori: «Come nascita sono di confessione ebraica, poi mi sono convertito al narcisismo», oppure «Il bicchiere lo vedo mezzo pieno, ma di veleno». Simpatico è anche il fatto che il personaggio di Allen ripete sempre le stesse frasi quando si trova di fronte a qualcuno durante uno dei suoi trucchi di magia. Il resto è un gioco citazionista, dalla morte bergmaniana alla cantina di Hitchcock, fino al protagonista Peter, ambiguo e carismatico come il personaggio di Cary Grant ne «Il sospetto» o il protagonista di «L’ombra del dubbio». L’idea di un prestigiatore, di una persona cioè abituata a fingere/illudere, e di una giornalista che fanno finta di essere un’altra persona per indagare non è male. Il problema è che l’idea non viene sviluppata in maniera innovativa, anzi. In una scena Sondra e Peter confessano le rispettive bugie, qualche scena dopo dimostrano entrambi di non essere stati realmente sinceri nella confessione. I fatti dimostreranno che hanno volutamente tenuto nascosto qualcosa l’uno all’altro fino all’ultimo. E come al solito soltanto uno dei due che ha mentito si salverà, perché soltanto una sarà stata la bugia detta a fin di bene. Insomma niente finale devastante come nella precedente pellicola. C’è l’Allen leggero e ottimista in questo film.

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  1. CinemaForever
    24 Febbraio 2007 a 10:22 | #1

    CIAO, OTTIMO BLOG, BELLA IMPOSTAZIONE GRAFICA, COMPLIMENTI! IL FILM DI ALLEN è DAVVERO DIVERTENTE, SCARLETT è SEMPLICEMENTE STREPITOSA, LA TUA RECENSIONE è BEN SCRITTA. ALLA PROSSIMA

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