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La scommessa

10 Novembre 2006

Quel giorno Dio si svegliò di pessimo umore, -Basta!- pensò -Devo risolvere subito la questione- Si alzò da quello che noi definiremo letto e si affacciò alla finestra per vedere il solito indecente spettacolo. Miliardi e miliardi di anime che vagavano senza far niente per l’eternità. -Che cosa posso fare? Che mi posso inventare?- Vide un’anima seduta su un precipizio a fissare il vuoto. -Devo fare qualcosa per loro- Vide un’altra anima che se ne stava seduta a guardare le anime che passavano. Una di queste passò volando e la salutò. -Devo fargli fare qualcosa a tutti questi- -Ciao vecchio- gli fece un’anima da sotto la finestra. -Che fai?- gli chiese Dio. -Nulla- rispose l’anima. -Ti andrebbe di potarmi le rose?- -Prego?- -Hai capito bene- -Vecchio ti va di scherzare? Ho lavorato tutta la vita e ho rigato dritto per meritarmi il paradiso- -Vai vai scherzavo- concluse Dio. -Ma io voglio rimanere qui adesso- -E restaci. Io me ne vado- rispose -Ho avuto un’idea- pensò. -Dove vai?- -A vedere chi muore- A vedere chi altro si aggiunge alla lista dei perdigiorno, pensò Dio mentre spariva da lì. La Postazione delle anime fresche è sempre stato il posto preferito da Dio. Il posto dove nessuno lo può raggiungere. Dove può pensare ai fatti suoi, e trovare la concentrazione giusta per risolvere le questioni urgenti. Da che creò l’universo, Dio dovette sempre preoccuparsi di tutto, dalle esplosioni delle stelle alle lotte tra specie viventi. Ah, tra parentesi, il pianeta Terra non ha mai rappresentato un problema per Dio per il semplice fatto che appartiene al gran numero di cose che ha dimenticato. Dopo la creazione non passò molto tempo che Dio si accorse che il numero delle anime dei morti aumentava sempre di più. -Ogni secondo- calcolò una volta Dio a mente -Arrivano 15 miliardi di anime, e questo adesso, ma già tra 100 anni il numero della anime al secondo sarà di 70 forse anche 80 miliardi. 80 miliardi di anime al secondo…- La cosa naturalmente lo spaventò. Non per problemi di spazio. Quello ce n’era all’infinito. Quello che lo preoccupò fu proprio l’anima in sé. -Che fargli fare? Non possono mica stare in eterno a grattarsi la pancia! Mentre io sto qui a farmi il culo- Ricordò le parole di Gerdelock: -Con le anime puoi farci quello che vuoi, ma non puoi costringerle a fare qualcosa, altrimenti quelle sai che fanno? Chiamano il sindacato e allora sono problemi. Quindi, non le puoi costringere a lavorare per darti una mano. Tutto chiaro? Accetti?- -Potrei pagare le anime per fargli fare qualche lavoretto…non lo so…è che qui credono di stare in vacanza, nessuno alza mai un dito e pagare non ha senso qui. I Santi come le anime semplici. E questo perché ovunque hanno insegnato che qui ci si riposa. Gerdelock devo ammettere che hai ragione, da solo non ce la faccio- rifletté Dio davanti al quadro comandi della Postazione della anime fresche Gerdelock, il miliardario più eccentrico e nichilista di tutta la quindicesima dimensione, è uno che scommette per passione. Scommettiamo che riesco a mangiare 10 pizze napoletane in 45 minuti? Scommettiamo che se faccio finta di svenire per strada non verrà nessuno a vedere se sto bene? Scommettiamo che se installi un universo con delle opzioni che ti dico io non duri neanche un anno? È così che andò. Dio accettò per dimostrare a Gerdelock che almeno le anime hanno un’anima. Certo che qualche anima vedendolo sgobbare tutti i giorni si muoverà a compassione per dargli una mano. La scommessa, se non fosse ancora chiaro, sta nel fatto che in tutti normali kit crea universo che si trovano in circolazione, le anime dei defunti vengono utilizzate dal software per aiutare il creatore dell’universo nella miriade di cose da ha fare ogni istante. -Troppo facile- fece Gerdelock quella volta -Io stesso l’ho provato e non ho resistito più di quattro mesi- disse Mustytrix l’amico-tirapiedi di Gerdelock. Quando riapparve davanti al quadro comandi della Postazione delle anime fresche iniziò a selezionare le anime appartenute a esseri con attitudine manageriale. -Loro non si riposano mai da vivi, mi dicono. Perché non ci ho pensato prima?- considerò. -La prima che becco la convinco subito a organizzare qualcosa- pensò mentre premeva dei tasti -È finita la pacchia per voi- L’occhio gli andò su un dirigente d’azienda bipede di un pianeta che gli suonava nuovo. Lo accolse con scioltezza e charme nella sala ricevimenti, io qui sono il capo, roba così, Gli spiegò la situazione in due parole. Gli parlò del compenso: 1.500.000.000 di Havvy da spendere nell’universo Havvy per lui, 2.200.000 Havvy al mese a coloro che convinceva a lavorare. -Ah, quindi il problema siamo noi- disse alla fine l’anima del dirigente. -Esattamente. Vi hanno fatto così per via di una scommessa. Trovatevi qualcosa da fare perché iniziate a darmi sui nervi- rispose Dio odioso, poi aggiunse -Da che pianeta hai detto che vieni?- sorridendo. L’anima del manager fu accompagnata fuori da una leggera spinta invisibile. Dio tornò nella Postazione delle anime fresche e rimuginò a lungo di quella volta che camminando per strada gli si ruppe la busta della spesa e nessuna anima venne in suo aiuto.

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