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Distrazioni

12 Ottobre 2006


Vi è mai capitato di distrarvi durante un discorso? Magari è un discorso che sta facendo qualcuno e tu sei lì che devi prendere appunti. Perché sei uno studente. O magari un giornalista. Nel primo caso come nel secondo poco male: non ti fai prendere dal panico e copi al vicino di banco. Se queste tue distrazioni sono frequenti allora ti attrezzi e fai in modo per esempio di avere sempre quello bravo che non perde mai una parola vicino a te. Ma poi cosa sono queste distrazioni? A che categoria appartengono quelle tue? Ci sono le distrazioni del tipo non mi interessa quello che stai dicendo perché ho cose mie per la testa, e il tuo continuo parlare mi sfinisce provocandomi sempre terribili mal di testa, il che non fa che aumentare i miei problemi. Questo è il caso delle persone che hanno effettivamente altre questioni a cui pensare o magari stanno solo chiacchierando con qualcuno che non la smette mai di parlare di cose noiose, qualcuno che parla fino a sfinire la gente per passione. Possono venirti i capogiri, puoi addirittura vomitare, diventi pallido, non dici una parola. Questo tipo di distrazione in realtà si dovrebbe definire in un altro modo che so sordità psicologica immunitaria indotta volontariamente. È un’autodifesa in fin dei conti. Adesso un bel respiro. Ma c’è anche il tipo di distrazione che interviene quando l’argomento che stai ascoltando ti interessa e scatena in te pensieri fantasie che non riesci a fermare. Pensieri che non rispettano la logica e la punteggiatura. In questa categoria ci sono anch’io. Oggi mi è successo di perdermi durante un discorso a quattr’occhi. La persona che mi parlava c’è rimasta male. La mia espressione, me lo immagino, passava velocemente da una attenta e partecipe a un’altra assente o peggio inopportuna. Questa persona se l’è presa perché non mi conosce bene. Chi invece mi conosce non mi chiede -Ma stai ascoltando?- anzi, ma non ne sono così sicuro perché ero distratto -Ma mi stai ascoltando?- come ha fatto la persona che se l’è presa, ma mi dice: -Torna!- oppure -Ripigliati!- o invece -Stop!- altrimenti -Sei ancora qui?- o anche -Come stai figlio!- c’è pure -’Ndondl’!- ma mi rendo conto che quest’ultima è davvero per pochi. Queste persone sono i miei amici. Loro mi riportano alla realtà non appena si accorgono che mi sono perso. Infatti c’è anche -Ecc è. Te si repers-. Lo capiscono al volo e tempo tre secondi -Sveglia!- Qualche amico un po’ violento accompagna la frase con la porrella o lo scapezzone o la cinquina o o’ paccher, se magari vede che è la terza volta che mi perdo in una serata. Mi è successo. Dio quanto viaggiavo in quel periodo. Niente droghe pesanti. Oddio, per me le donne sono una droga pesante, il cinema è una droga pesante. Scrivere è una droga pesante. Anche viaggiare con la testa dirò. Cos’è la droga? È qualcosa di cui non si può fare a meno. Che ti annulla ogni altro desiderio. Che ti fa fare le cose più sciocche e ignobili. Ho capito questo: 1) Ci si può distrarre mente si scrive qualcosa e continuare lo stesso a scrivere. Magari proprio quella distrazione. 2) Ci si può distrarre durante la visone di un film. E non parlo di una telefonata. Perché il cellulare al cinema si spegne. Capito gente!. Posso capire che uno si distrae e se lo scorda accesso. Vabè Vabè. In questi due casi mi è capitato di fantasticare. E perdermi. Poco male. 3) Con una donna non ci si può distrarre. Anzi con le donne non ci si distrae. Se si è in fase di approccio poi la cosa è tassativa. Ci si può perdere con un’amica ma si fa un grave errore perché ci si perde certamente il meglio del discorso. La donna giusta invece riesce ad attirare l’attenzione meglio di qualsiasi altra cosa, per lei si resta lucidi. Guai fantasie guai perdersi guai abbassare la guardia. Quindi è lei la droga più potente di cui io sono schiavo. La droga delle droghe. Quella che annulla tutte le altre. Tutti i film, tutte le cazzate scritte o pensate, o pensate e scritte. Tutta la musica. Niente ha più importanza. Non vietatela. Vi prego non vietatela.

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